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Short bibliographical notes and editorial news.

Teoria sociologica

Paul Bowles, Capitalism. Boston: Pearson Longman, 2007

, July 12, 2007

Questo è un libro ben riuscito. L’autore non indietreggia di fronte al compito di fornire una descrizione esaustiva, equilibrata e aggiornata del capitalismo in poco meno di 200 pagine.

Il tema è affrontato lucidamente da tre punti di vista: analitico, normativo e storico. Dal punto di vista analitico [cap. 1], Bowles suggerisce e illustra le tre caratteristiche centrali del capitalismo:

  • (i) la proprietà privata
  • (ii) lo scambio di mercato
  • (iii) il profitto come motivo dell’azione economica.

 

Per ognuna delle tre dimensioni vengono messe a fuoco tensioni definitorie e interpretative, utili anche per introdurre il punto di vista normativo [capp. 2 e 3] e quello storico [capp. 4, 5 e 6]. Pochi temi suscitano tanti e controversi giudizi come il capitalismo e Bowles sceglie di presentare le ambiguità normative – cioè la diversità dei giudizi di valore – polarizzando la discussione tra chi ritiene il capitalismo un sistema “naturale” e “libero” e chi, al contrario, lo rappresenta come “ingiusto” e “instabile”.

Un merito particolare di questi due capitoli è di collegare i pensatori classici alle questioni e agli autori contemporanei: troviamo così un filo rosso che unisce Adam Smith a Milton Friedman (senza dimenticare di far notare che il primo oltre alla Ricchezza delle nazioni è stato l’autore della Teoria dei sentimenti morali). Ma troviamo anche interessanti ponti logici che uniscono Keynes alla Tobin Tax, senza trascurare le grandi questioni del capitalismo contemporaneo: tra cui le risorse naturali, le questioni di genere e la scuola occupano un posto di rilievo. Su ognuno di questi temi, ovviamente, la lettura sarà molto diversa in base al frame dominante: naturale-libero vs. ingiusto-instabile.

I capitoli “storici”, infine, propongono una periodizzazione classica ma non priva di spunti e soluzioni originali: dal 1870 a 1945 (colonialismo, espansione, crisi, New Deal negli Usa e fascismo in Europa), dopo il 1945 con le variazioni nello spazio o “nazionali” e i diversi modelli di capitalismo (con un interessante approfondimento sui capitalismi russo, asiatico e latinoamericano) e con le variazioni “nel tempo” che forniscono un quadro ben aggiornato e completo dei principali mutamenti istituzionali nella regolazione mondiale del fenomeno. Questo tema è in effetti funzionale per concludere con una digressione sulla globalizzazione, mai banale e sempre capace di comunicare efficacemente la difficoltà del tema e la pluralità dei punti di vista.

Keywords: Capitalismo, storia della sociologia, modelli di società
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