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Sociologia religiosa
Transizioni biografiche. Oggetti e modelli di analisi a confronto
, July 31, 2007
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Nicola Pannofino, assegnista di ricerca, dipartimento di Scienze sociali, Università di Torino. Il gruppo di ricerca di cui faccio parte (responsabile prof. Mario Cardano) è composto da sociologi, psicologi e antropologi delle università di Torino, Trento, Napoli. Oggetto d'intersse è lo studio, in chiave comparativa, di un corpus di circa duecento interviste discorsive riguardanti le "transizioni biografiche", cioè percorsi individuali di vita caratterizzati da significativi punti di svolta (turning point): sono tematizzati sette tipi di transizione (transizione dalla salute alla malattia, verso la povertà , le conversioni religiose, nuova cittadinanza, nuove identità professionali, dalla scuola al lavoro, nella conciliazione fra carriere diverse). Il profilo del gruppo e della ricerca è disponibile sul sito www.transizionibiografiche.it.

Description:

Scopo della mia ricerca è individuare i percorsi tipici di conversione e le motivazioni di coloro che si affiliano a nuovi movimenti religiosi o a tradizioni minoritarie nel contesto torinese e italiano: in particolare i gruppi considerati sono la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (mormoni), l'associzione buddhista Soka Gakkai e la comunità islamica torinese. L'analisi è condotta su un corpus complessivo di circa 30 interviste discorsive (10 per ciascun gruppo religioso oggetto di studio) che sollecitano la narrazione di storie biografiche.

Col termine "conversione" si intende l'adozione di una nuova fede religiosa: questa adozione comporta un passaggio biografico in quanto implica l'abbandono di una fede o sistema di credenze precedente (tramite apostasia o disaffiliazione) o l'allontanamento da uno stato di indifferenza religiosa.

I percorsi di conversione sono processi che si compongono di alcune tappe caratteristiche, che possono combinarsi secondo ordini ideltipici differenti. Queste sono: crisi (fase di incertezza nei riferimenti esistenziali, sociali e cognitivi), ricerca (tentativo di trovare soluzioni ai problemi posti dallo stato di crisi), incontro (presa di contatto, da parte del soggetto, con il gruppo religioso al quale successivamente si affilia), stabilità (periodo di acquisizione delle credenze e familiarizzazione con i membri del gruppo), maturità (assunzione di ruoli ufficiali che portano il neofita a un impegno attivo in favore del gruppo).

I convertiti raccontano il proprio percorso di fede costruendo una narrazione che è, innanzitutto, una storia di "trasformazione". Queste storie presuppongono un cambiamento e una transizione nella biografia del soggetto da uno stato iniziale (il "prima") a uno stato finale, quello attuale (post-conversione) mediato da un turning point che rappresenta l'evento cruciale attorno al quale si costruisce l'intera narrazione. Le storie di conversione si inseriscono in un genere narrativo progressivo poichè la trasformazione conduce a uno stato attuale ritenuto, dai soggetti intervistati, migliore di quello di partenza (a un avanzamento sull'asse cronologico degli eventi corrisponde un avanzamento sull'asse valoriale).

Sul piano discorsivo, i resoconti di conversione sono descrivibili come narrative in cui il protagonista, in seguito all'incontro con il gruppo religioso a cui si affilia, modifica il proprio atteggiamento e la propria visione del mondo, effettuando uno spostamento del punto di vista narrativo che tende a coincidere con quello ufficiale del gruppo di cui è membro e a impiegare il vocabolario espressivo legittimato dal gruppo stesso. Il punto di svolta della conversione segnala il passaggio da una funzione referenziale a una funzione costitutiva del linguaggio: la funzione referenziale si ha quando il soggetto parlante rinvia a un ordine/repertorio convenzionale di significati condivisi da una collettività (per esempio, il sistema dottrinario condiviso); la funzione costitutiva si ha invece quando il soggetto si appropria di quel repertorio convenzionale di significati e lo fa proprio: la conversione permette di comunicare ed esprimere significati condivisi ma interiorizzati e sentiti come personali. Ciò rispecchia l'azione dei gruppi religiosi che si qualificano, da questo punto di vista, come organizzazioni che promuovono la circolazione e la produzione di narrative progressive di cambiamento e hanno, o non hanno, successo proprio nella misura in cui riescono a far sì che i loro membri riescano a sentire come propri i valori e le credenze condivise.

Nelle storie di conversione, i narratori mettono in scena personaggi e costruiscono sistemi valoriali con cui reinterpretano il passato alla luce dell'ideologia del gruppo di appartenenza. Più nello specifico, la ricostruzione del passato, da parte del soggetto, è suscettibile di una duplice interpretazione: da un lato il "prima" è connotato all'insegna della negatività, in quanto è la situazione rispetto alla quale è necessario cambiare e progredire. Da ciò deriva l'esigenza di presentare sé stessi come destinati al miglioramento (e quindi, alla conversione): questa esigenza di trovare degli antecedenti o tracce della vita attuale in quella precedente è un'operazione retorica che ricorre a espressioni che segnalano la "continuità" biografica rispetto al passato.Nella misura in cui l'identità attuale è messa in relazione di continuità con l'identità precedente, e rappresenta una soluzione agli stati di crisi da cui ha preso avvio la ricerca religiosa del soggetto, l'io del passato esprime il carattere del "non ancora", cioè quello di un'identità che prefigura ma non manifesta del tutto la pienezza dell'identità presente. Al contrario, se è privilegiata la relazione di "discontinuità", l'io del passato è connotato come un "non più", ovvero come un'identità che deve essere negata e, quanto più possibile, modificata.

Per contatti

Cell. 389-0823253; nicolaluciano.pannofino@unito.it

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Keywords: Conversione religiosa, narrazione, argomentazione, percorsi biografici
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